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Storia


Folgaria


Folgaria è una delle più antiche comunità del Trentino. Ha una superficie di 72,8 kmq e per estensione territoriale è il 4° comune della Provincia di Trento.
Di origine tedesco cimbra, nel corso della sua storia plurisecolare ha lottato duramente contro il potere feudale in difesa dei suoi diritti di comunità libera, autonoma e indipendente: per questo si fregia ancora del titolo onorifico di Magnifica Comunità.
I suoi centri frazionali sono sette: Costa, Serrada, Guardia, Mezzomonte, San Sebastiano, Carbonare e Nosellari. La popolazione è di circa 3100 abitanti.

ASPETTI GEOGRAFICI
Il Comune di Folgaria si trova nel Trentino sud-orientale, a 18 km dalla città di Rovereto e a 28 km da Trento. Dal punto di vista geomorfologico è un altopiano, un ampio terrazzo naturale situato a 1200 m di quota nelle Prealpi trentine, a diretto contatto con le Prealpi venete, tra il profondo solco della Valle dell’Adige ad ovest e quello della Valsugana a nord-est. Il territorio è interessato da profondi solchi vallivi, dorsali boscate e varie alture, la più alta delle quali, Cima Cornetto, tocca i 2008 m di quota. Altri rilievi significativi sono Monte Maggio (1850 m) e Monte Finonchio (1603 m).

ASPETTI NATURALISTICI
Il territorio comunale è quasi interamente forestato, ammantato di ampie distese di abete rosso, abete bianco e larice. Nelle fasce mediane e vallive predominano invece le latifoglie, in particolare il faggio e il carpino. La sua ricchezza forestale, antico e inesausto capitale della Magnifica Comunità, rappresenta oggi un invidiabile risorsa turistica che determina un clima moderato e dagli effetti balsamici.
Elementi naturalistici di grande interesse sono l’alta Cascata dell’Hofentòl, un salto d’acqua di oltre trenta metri che d’inverno diventa un suggestivo monumento di ghiaccio; quindi il Biotopo di Ecchen, area umida d’alta montagna, preziosa sosta per gli uccelli migratori, l’unica in Trentino oltre i 1000 metri di quota e per questo tutelata da una legge provinciale; infine il Giardino botanico alpino di Passo Coe, a 1612 m di quota, area protetta che espone piante e fiori alpini, aperto al pubblico da luglio a settembre.

 

ASPETTI STORICI

LE IMMIGRAZIONI CIMBRICHE
Le origini di Folgaria sono neolatine ma – a partire dal XII secolo – l’altopiano è stato interessato da una progressiva penetrazione di genti di cultura tedesca attuata dal principe vescovo di Trento Federico Vanga il quale fece mettere a cultura le montagne folgaretane da coloni tedesco-cimbri fatti appositamente affluire dai Sette Comuni Vicentini, precedentemente soggetti a colonizzazione tedesco-bavarese.
Nel XV secolo la tedeschizzazione dell’altopiano era completa.
Fino all’inizio del secolo scorso a Folgaria si parlava comunemente lo Slambròt, cioè il cimbro, l’antico dialetto tedesco degli antenati.
Di questa grande eredità culturale sull’altopiano sono rimasti i cognomi tedeschi, i toponimi cimbri e alcuni aspetti architettonici delle abitazioni più antiche.

FOLGARIA «MAGNIFICA COMUNITA’»
Nel 1156 Folgaria appare già come comunità organizzata. Fin dai tempi più remoti si fregia – seppure a titolo onorifico – dell’appellativo di ‘Magnifica Comunità’, definizione storica che si rifà al Medioevo, allorché la Comunità giurò assoluta fedeltà all’Imperatore d’Austria in cambio di completa autonomia amministrativa e indipendenza politica, un privilegio che tra il XV ed il XVIII secolo la Comunità difese strenuamente dai tentativi di assoggettamento perpetrati dai feudatari di Castel Beseno, il grande castello che si affaccia sulla Vallagarina, all’imbocco della valle del Rio Cavallo, la via d’accesso all’altopiano.
La Magnifica Comunità cessò di esistere come istituzione nel gennaio del 1803 in seguito allo scioglimento delle Regolanie comunali, definite ‘combriccole di popolo’, provvedimento attuato dal Governo Bavarese che all’epoca governava il Trentino.

LA SECOLARE LOTTA PER LA LIBERTA’
La Comunità difese coi denti la propria libertà e indipendenza: i feudatari di Castel Beseno, in particolare i conti Trapp (presenti nel castello dal 1470), volevano ristabilire la dipendenza feudale e Folgaria si rifiutava vantando la diretta dipendenza dall’Imperatore. Questo contrasto generò secoli di contrapposizioni e di atti di violenza che ebbe il suo culmine nella strage di Carpeneda del 1593 allorché sotto i colpi d’archibugio dei bravacci del conte rimasero uccisi sette folgaretani. Nel luogo della strage si trova tuttora un capitello che è chiamato ‘il Capitello delle sette vedove’.

I FORTI AUSTRO-UNGARICI
Dal 1866 terra di confine tra Impero d’Austria e Regno d’Italia, in vista della Grande Guerra 1915-18, Folgaria ed i vicini altipiani di Lavarone e Luserna vennero fortemente fortificati per impedire un’eventuale tentativo di avanzamento italiano verso la città di Trento: tra Cima Vezzena (1908 m), nel settore orientale, e il Dosso delle Somme (1680 m), nel settore sud-occidentale, vennero costruite sette imponenti fortezze che di fatto tra il maggio e l’agosto 1915 impedirono i tentativi di sfondamento italiani e nel maggio 1916 permisero la cosiddetta Strafexpedition, un’offensiva che fece arretrare la linea di difesa italiana fin sulle alture di Asiago.
Delle sette fortezze la più rappresentativa è Forte Gschwent Belvedere, sull’altopiano di Lavarone, mentre sull’altopiano di Folgaria Forte Sommo alto (1612 m), Forte Cherle (1400 m) e Forte Dosso delle Somme (1680 m) rappresentano non solo delle eccezionali testimonianze storiche ma anche mète di gradevoli escursioni in un ambiente prealpino di grande suggestione naturalistica e paesaggistica.

LA GRANDE GUERRA: L’ESODO NEI CAMPI PROFUGHI
Alla fortificazione del confine e alla costruzione dei forti nel 1914 fece seguito inevitabilmente la guerra.
Il 24 maggio 1915, a seguito della dichiarazione di guerra dell’Italia, tutta la popolazione dovette abbandonare le proprie case, il bestiame e i propri averi, e raggiungere le stazioni ferroviarie del fondovalle: stipati sui vagoni i Folgaretani come gli abitanti dei vicini altipiani di Lavarone e Luserna, vennero condotti nei campi profughi allestiti all’interno dell’Impero, lontano dalle operazioni militari. Per i profughi iniziò un lungo periodo di sofferenza che si concluse solo nel 1919 allorché poterono rientrare nelle loro case devastate dal conflitto e dall’occupazione militare. Partiti come sudditi ‘austro-ungarici’ di lingua italiana, tornarono infine a casa come sudditi del Regno d’Italia, italiani a tutti gli effetti.

FOLGARIA STAZIONE TURISTICA ESTIVA E INVERNALE
Folgaria è oggi la più importante stazione turistica del Trentino meridionale, estiva e invernale. Dotato di impianti sportivi e di accoglienza di recentissima costruzione (Campo golf, Palaghiaccio, Palasport, Campo da calcio regolamentare), l’altopiano dispone di 60 alberghi, centinaia di appartamenti privati, residence e affittacamere, per un totale di 18.000 posti letto.
Folgaria è anche un’affermata stazione sciistica: il comparto invernale, tra i più importanti del Trentino, si avvale di 50 km di piste, impianti di risalita dell’ultima generazione capaci di trasportare in quota 40.000 p/h e denominato Skitour dei Forti, in omaggio alla presenza dei Forti austro-ungarici. 


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COMUNE DI FOLGARIA
Via Roma, 60 - 38064 FOLGARIA (TN)
Tel. 0464 729333 - C.F. 00323920223